Ho ingoiato
così ferocemente la vita
da volerla bere di nuovo
lentamente
Beatrice Niccolai
Reading di Imperia
Beatrice Niccolai
Simone Mazzone, chitarra
Quoyle al pianoforte
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dieBouleversant in grazie
dieBouleversant in parole mai al vento
utente anonimo in grazie
utente anonimo in parole mai al vento

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Fogli di parole mie nell'aria
Castello di Malaspina - Massa
Fotografia di
Augusto Marchetti
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il 12 agosto 2007 - 5000 fogli di poesie mie lanciate
dalle cannoniere da parte degli artisti presenti
aprono la mostra
"Malaspinarte" per Asart a Massa.
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Qui
il comunicato stampa di
asart
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Articolo di Giuliana Cantini
http://myspacetv.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=36149080

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Calle - Fotografia di Deborah Marini
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Lenzuola - Deborah Marini 2007
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...ti informo che Sans Papier è arrivato in biblioteca,
è stato catalogato ed è disponibile sia alla consultazione che al prestito.
Puoi verificare tu stessa cercandolo nell'Opac
(http://opac.biblioteche
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Ad oggi il libro dovrebbe essere nelle biblioteche di:
Roma, Firenze, sistema biblitecario C.M. Mugello,
Agrigento, Enna, Napoli, Imperia, Piacenza.

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Beatrice al pc - Fotografia di Deborah Marini, 2007
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di Nicola Amato
30 giugno 2007
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In un mondo in cui il caos ed un sistema di vita frenetico regnano sovrani, parlare di poesia può sembrare a prima vista “rètro”, ma non lo è affatto. Anzi, la poesia rappresenta oggi un importante catalizzatore tra l'uomo in quanto essere pensante ed il suo agire.
Per parlare di queste tematiche abbiamo intervistato la poetessa toscana Beatrice Niccolai , che ama definirsi “oltre che madre, uno spazio vuoto in mezzo alle parole” , autrice di uno straordinario libro di poesie, dal titolo “ Sans papier – reato d'esistenza di una buona a nulla ”, che parlano d'amore, quello puro ed incondizionato, quello che fa fremere di passione, non solo tra amanti, ma anche tra una madre ed il proprio figlio.
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D. - Vorrei iniziare questa piacevole chiacchierata con Beatrice Niccolai ponendo la poesia in contrapposizione alla prosa. Premesso che entrambi, una volta tirati fuori dal cassetto dell'autore e pubblicati, diventano per antonomasia comunicazione nel senso puro del termine in quanto, oltre all'emittente della comunicazione, il canale su cui viaggia ed il messaggio che si intende trasmettere, si aggiunge la “sine qua non” che è il ricevente la comunicazione, volevo chiederti secondo te quali sono le differenze di fruizione della comunicazione tra poesia e prosa.
R. - Ritengo siano due modi anche opposti di comunicare. Premetto, non sono un'amante della tecnica, prediligendo il sentire della parola. L'efficacia della poesia è l'immediatezza del sentimento. Quella liturgia interiore che si consuma in un attimo ma che rimane eterna, molto più della prosa, ch'è l'articolazione della narrazione che attenua i tratti forti dello scrivere poesia.
D. - Ho letto da poco le statistiche europee per quello che concerne le percentuali di lettori di libri. Il dato è sconfortante: in questa classifica l'Italia è tra gli ultimi posti per numero di libri letti da ciascun lettore. In questa già disastrata situazione, a loro volta, i libri di poesia sono praticamente all'ultimo posto della classifica della tipologia di libri letti. La scelta quindi di pubblicare un libro di poesie, al giorno d'oggi, è quantomeno coraggiosa.
Al di là del fatto che chi scrive libri di poesia sono sicuro non lo fa per diventare ricco, cos'altro allora c'è dietro?
R. - Siamo anche uno dei paesi europei con la più alta percentuale di naviganti della rete e il paese in cui i prezzi di copertina dei libri rasentano l'inverosimile.
La scelta di pubblicare poesie è stata una scelta non esattamente mia, ma di più che mi hanno letta in rete e di un editore coraggioso che mi ha proposto la pubblicazione.
Oggi più che mai c'è bisogno di poesia, ch'è come scavare un mare nel deserto o ricordarci della bellezza di un tramonto.
Dietro a chi scrive “poesie” c'è una persona con un occhio puntato come un mitra sul cuore e che ascolta il suo sentire, che non credo sia diverso dal sentire di molti.
Poi scopri che il mitra non è altro che una lente d'ingrandimento e vedi tutto il sentire camminarti fuori, fino ad arrivare alle mani, ad una tastiera, ad un foglio e ti senti dire che fai poesia.
I soldi? Sono solo un mezzo per poter vivere dignitosamente. Chi fa poesia non sarà mai ricco, perché forse lo arricchisce più un tramonto di una macchina tirata a lucido.
D. - Veniamo al tuo libro. Ci dici brevemente qual è il messaggio che vorresti che i tuoi lettori recepissero leggendo “Sans papier”?
R. - “Sans papier - reato d'esistenza di una buona a nulla”, nasce senza carta, su una pagina personale (blog) in rete.
Sulla carta ha avuto la fortuna di diventare abbraccio con Pino Roveredo , premio Campiello 2005 e con Giovanni Choukhadarian, critico letterario che ne hanno curato il primo la prefazione, il secondo l'introduzione.
Sans papier è l'importanza di Amare, fino a stare male, la vita. E' un percorso nel silenzio di una donna che si racconta nel sentire, dall'attesa – il valore dell'attesa – alla tenerezza dell'Amore, come se quella stagione fosse sempre di ogni donna (e anche uomo, spero), rinascita. Tema centrale è direi l'Amore, in qualunque modo lo si intenda. Nel caso di Sans papier è l'Amore di una donna verso un uomo, verso il figlio, verso la vita.
D. - Qualche giorno fa in chat mi dicesti che “Sans papier” non deve essere considerato come lettura principale, ma preso a piccole dosi. Perché?
R. - Credo personalmente che la “poesia” sia una forma d'eternità della parola. Piccoli e brevi passaggi del proprio sentire, quasi una “denuncia” e l'introduzione al proprio pensare . In ogni poesia c'è un concetto che va oltre, che usa la parola per esprimere solo qualcosa di molto più grande che si muove dentro.
Prendi ad esempio una poesia di un Poeta Maestro come Sbarbaro o Montale, oppure una poesia di Eluard o Salinas. E' una visione d'immenso che riempie il pensare di un'intera sera. Ed è questo che sta mancando. La libertà del pensare.
Se leggessimo tutti più poesie forse suoneremo meno clacson durante il giorno.
Una delle cose più belle accadute con Sans papier è che diversi giovani mi hanno scritto di avere preso l'abitudine di leggere con i genitori o con coetanei, alcune mie poesie e commentarle, cercarle di capire, cercare di condividere.
Loro non lo sanno, ma hanno fatto di quel loro momento poesia viva.
D. - Concludo con una domanda tanto classica quanto sempre apprezzata dagli affezionati lettori di ogni autore. A quando la tua prossima fatica letteraria? Possiamo osare chiedere di cosa tratterà?
R. - Due libri di poesie sono da poco chiusi. Due libri diversi fra loro. Uno di poesie sia in lingua francese, sia italiana, tradotto da Guidu Antonietti di Cinarca un architetto corso che attualmente vive ad Aix in Provenza.L'altro invece è un libro di poesia e fotografia, con le fotografie di Deborah Marini una giovane fotografa piacentina che ha curato anche le copertine degli altri libri.
I libri di poesia non fanno rumore sullo scaffale, ma se li apri, sentirai un gran baccano e ogni libro di poesia ha bisogno di un editore coraggioso. Al momento sto lavorando ad un teatro della parola da portare in mezzo alla gente e ad un romanzo in prosa, con piccole riflessioni in poesia.
La strada è lunga ed io e le parole ci siamo messe in viaggio verso un punto di partenza.
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Napoli, maggio 2007
fogli del libro per le scale - fotografia di Bernardo Gentile
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particolare casa Beatrice - Fotografia di Deborah Marini - 2007
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Imperia - Fotografia di Deborah Marini - 2006
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Non uscì, non so bene per quale motivo sul libro,
la dedica iniziale nel libro
a mio figlio Giacomo:
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A mio figlio Giacomo
Figlio di buona donna, te lo dico sempre io
che a parlare s'accorcia l'uccello.
Il cuore no,
quello rimane grande, spalancato,
come i tuoi occhi sempre spalancati sul mondo
E se ti dicono "taci"
tu continua a parlare
che se anche ti si accorcia l'uccello,
di sicuro si evidenziano le palle.
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Libertango, Spartiti - Fotografia di Deborah Marini - 2006
serata di poesia del 10 novembre 2006
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Alla c.a
Dr. Giovanni Bettarini
Sindaco di Borgo San Lorenzo (FI)
Dr.ssa Giunia Adini
Assessore alla Cultura
Comune di Borgo San Lorenzo (FI)
Borgo San Lorenzo, li 2 gennaio 2007
Oggetto (?): oltre la poesia
Carissimi Giovanni e Giunia,
vi giungano intanto i miei migliori auguri per il nuovo anno che spero possa essere anno significativo e importante per il nostro comune.
A voi devo i miei più sinceri ringraziamenti per l’avermi onorata dell’ospitalità delle mie parole all’interno di Villa Pecori Giraldi. Vi ringrazio anche per le inaspettate Belle parole che mi avete riservate.
La sala e oltre erano piene di persone, la corte e il guardaroba pure lo erano.
Bello sapere che la poesia ancora può interessare.
A te Giunia, una richiesta importante da estendere ai direttori didattici delle scuole presenti nel nostro comune,
Il 2007 sarà l’anno che (spero) ricorderà il 40° anniversario della scomparsa di Don Lorenzo Milani, che nessuno di noi tre ha mai conosciuto per “privilegio” anagrafico, ma essendo coetanei, siamo cresciuti nel suo insegnamento – che qui, anche nel nostro paese – la sua influenza è stata incisiva.
(Lo ricorda un Libro di Michele Gesualdi che uscì a tiratura limitata credo nel 1987) “Don Milani, maestro di Libertà” che per fortuna ho, regalatomi dallo stesso autore in quell’anno.
In quel libro il nostro paese viene citato più volte. Ed è ancora drammaticamente attuale.
Io non so se i ragazzi delle nostre scuole conoscano Don Lorenzo, il suo insegnamento pedagogico che ha stravolto quasi tutte le precedenti teorie.
Sarebbe bello che entro giugno venissero coinvolti in una iniziativa (da inventare, creare) che riguardi questo grande maestro di libertà.
Sarebbe bello che i ragazzi conoscessero “L’obbedienza non è più una virtù”, o quell’opera straordinaria che è “Lettere a una professoressa”, partendo da “ Franco, perdonaci tutti, preti, comunisti, industriali”.
Credo sarebbe una scoperta per i nostri ragazzi della preziosità delle nostre radici (che non sono solo i Chini o i Niccolai).
Sarebbe bello Giunia,
che si parlasse un po’ più di poesia nelle nostre scuole, partendo anche da un Dino Campana, non ricordato in alcun modo nel nostro paese.
Voi siete stati esempio per molti, prima del vostro mandato, quanto sia determinante la “volontà”. Il servizio bibliotecario ne è straordinario esempio. Gestione da parte di ragazzi, di volontari, di chi crede che un servizio debba essere offerto e garantito alla comunità. E’ una delle poche perle di cui posso ritenermi d’essere orgogliosamente borghigiana. L’altra ve la dissi durante la serata di poesia, è la statua al cane Fido che è esempio di Civiltà animale che spesso purtroppo supera quella umana.
Vi rinnovo e ufficializzo qui le mie richieste:
- Qualcosa che ricordi in paese
- Via Pier Paolo Pasolini, patrimonio dell’umanità a cui credo un riconoscimento sia dovuto;
- Via Dino Campana, poeta del nostro territorio ch’è anche lui patrimonio culturale nazionale.
- Via Angeli del Fango che, seppur anonimi, sono stati nel ’66 esempio di elevata Civiltà.
- Una struttura che si occupi di giovani e che persegua gli ideali di Fabrizio De Andrè – che ci ha cresciuti tutti noi, della nostra generazione – (quelli prima e quelli poi) che porti il nome di Fabrizio De Andrè.
Queste sono le mie richieste che spero non rimangano evase.
Credo che su una rosa di strade nuove con nomi del generi si possa fare didattica, cultura e poca demagogia nelle scuole e nelle famiglie.
Davvero, sarebbe molto, molto bello e di stimolo per tanti.
Il mio libro so che è arrivato anche in molte case di questo paese, mi arrivano molti riconoscimenti delle persone che reputo molto più veri di altri tipi di riconoscimenti.
Ho saputo da diversi adolescenti che hanno preso l’abitudine di leggere, insieme ai loro genitori o altri amici, le mie poesie la sera, per trovarci similitudini al loro sentire,
So che anche la sfera degli adulti - molti che conoscevo solo di vista – è stata contenta; me l’hanno dimostrato lettere, biglietti, fiori, presenti ricevuti da nostri compaesani e so che se l’hanno fatto, è stato un gesto sincero.
A me, basta scrivere e poi far sì che le parole vengano prese laddove ce n’è bisogno e sempre più sono convinta che la poesia sia bandiera di pace.
Che di Amore e di Verità in questa terra ce n’è un gran bisogno. E non è buonismo, che di falsità sono piene ancora purtroppo le strade.
Chissà se i nostri ragazzi delle scuole conoscano le parole di Tiziano Terzani o le poesie di Mario Luzi.
Anche a loro, sarebbe bello poter dare riconoscimento.
Il vostro compito non è facile, lo so.
Ma so che con
che ancora ci ostiniamo a chiamare sogno.
Vi abbraccio sperando di incontrarvi presto a Borgo,
in Via Pier Paolo Pasolini.
Beatrice Niccolai
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